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La storia di Chiara d’Assisi (San Damiano e la prima regola scritta da una donna) – II Parte

 

Un luogo simbolo per la storia di Chiara d’Assisi è stata certamente la chiesetta di San Damiano. La vecchia struttura era stata restaurata da San Francesco all’inizio della sua conversione, quando non aveva ancora né fratelli né compagni. Lì era custodito il crocifisso davanti al quale egli pregava per comprendere cosa fare della sua vita; lì aveva ricevuto l’invito: “Francesco, ripara la mia casa che va in rovina”.

In questo luogo semplice ed essenziale, ma ricco di significato, abita Chiara insieme alle sue compagne. La loro presenza in questo luogo testimonia il profondo legame con Francesco, che Chiara considera come fondatore e padre della sua Comunità; si definisce infatti sua pianticella. La vita delle Sorelle a San Damiano è un incessante rendimento di grazie al Padre delle misericordie. Ogni giorno esse pregano davanti a quel Crocifisso per sostenere le membra vacillanti della Chiesa, vivono la loro vita quotidiana alla luce del Vangelo per essere collaboratrici di Dio stesso nella diffusione dell’amore e del perdono.

Più tardi lotterà con tenacia anche con il Papa per difendere la povertà ed il suo legame con i frati minori, senza mai venir meno al rispetto e all’amore verso la Chiesa, di cui si sente figlia.

Una volta papa Gregorio IX aveva proibito ai frati di recarsi nei monasteri a predicare senza il suo permesso. Subito Chiara mandò via anche i frati che portavano le elemosine, affermando che non voleva ricevere il pane materiale se non poteva avere quello spirituale.

Attraverso ciò che noi chiameremmo “sciopero della fame”, ottenne così la revoca del divieto.

Chiara fu la prima donna a scrivere una Regola per donne: fino ad allora, infatti, le fonti legislative per i monasteri femminili erano state redatte da uomini. Con la sua tenace determinazione, Chiara riuscì ad ottenerne l’approvazione da papa Innocenzo IV. Il nome scelto da Chiara per la sua Comunità è Sorelle Povere.

Questa espressione racchiude tutto il suo progetto di vita: abitare insieme come sorelle, figlie dell’unico Padre Celeste, in povertà e umiltà, seguendo le orme di Cristo che, da ricco si fece povero.

La  Forma di vita (Regola) da lei scritta inizia infatti con queste parole:

La forma di vita dell’Ordine delle Sorelle Povere istituita dal beato Francesco è questa: osservare il santo Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo”.

Dalla preghiera Chiara attingeva una gioia profonda che si irradiava attorno a lei. Anche se fu segnata da fatiche e prove (fu inferma per 29 anni), le sue lettere ci testimoniano una inesauribile e profonda letizia: Sono ripiena di gioia e respiro di esultanza nel Signore…”.

Lo sguardo di Chiara è costantemente fisso sul Crocifisso. Non si stanca mai di contemplare l’amore, l’umiltà, la povertà del Figlio di Dio. Guardando il Cristo cresce in lei il desiderio di vivere come Lui nell’amore, nell’umiltà, nella povertà. Per questo si pone costantemente al servizio delle Sorelle e di quanti vanno da lei per cercare aiuto e consolazione.

Continua…

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