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Il martirio cristiano oggi: Padre Ettore, una vita vissuta in pienezza – II parte

 

Addentrandoci nelle storie dei martiri cristiani, non possiamo non parlare della vita di un piccolo grande uomo: Padre Ettore Cunial. Questo santo Padre della famiglia del Murialdo, un Giuseppino doc, era un uomo straordinario nella sua umanità e nella sua normalità. Aveva una figura esile e bonaria. Di lui ho un ho un ricordo vivissimo perché da adolescente ho avuto la gioia di averlo come parroco. Raccontava di lui, Padre Luigi Pierini, l’allora superiore generale dei Giuseppini, subito dopo l’uccisione:

“Padre Ettore era davvero un religioso esemplare, molto stimato da tutti noi. La sua tempra di uomo e di sacerdote l’ha dimostrata anche quando, a 68 anni d’età, ha accettato con entusiasmo di fondare una nostra seconda comunità in Albania. Uomo di dialogo. Lì aveva già creato (in soli sei mesi di permanenza) un vivace gruppo di studenti universitari – che comprendeva cattolici, ortodossi e musulmani – per la discussione e l’approfondimento dei temi sociali e spirituali che maggiormente interessano i giovani albanesi”.

Purtroppo però, proprio in questa straordinaria terra è stato ritrovato ucciso. Lì, in quella stessa terra che Padre Ettore amava tanto, e dove aveva fondato “Casa Nazareth”, nata specificamente per dare ospitalità e rifugio a ragazzi in difficoltà e, soprattutto, per dare loro un aiuto concreto a trovare lavoro, attraverso la formazione professionale. Ma la violenza guidata dall’ignoranza e dall’illusione di uscire indenni da un evento così luttuoso ha portato gli aggressori di Padre Ettore, due uomini, un quarantanovenne e un quindicenne, quest’ultimo figlio della signora delle pulizie che di tanto in tanto lavorava nella casa dei Giuseppini, a infierire su quest’uomo mite. Probabilmente per rubare i pochi spiccioli che portava con sé. Padre Ettore è stato ritrovato riverso in una pozza di sangue nel suo piccolo appartamento, poco più di una baracca, secondo il suo spirito di povertà, massacrato da tredici coltellate, per lo più date sul volto, quasi a voler deturpare proprio il suo viso così bonario e accogliente.

Padre Ettore era un uomo di Dio, era avvinto dallo Spirito di Dio. La sua figura sottile e benevola emanava luce e pace. Era un uomo buono. Ricordo con affetto questa sua figura così gracile che si faceva avvolgere sempre dallo stesso cappotto, quasi a non volersi mostrare troppo. Perché lui era uno di quei preti che lavorava nel nascondimento. Un uomo di grande profondità. E pur essendo veramente colto, non era mai saccente, ma anzi accogliente, e si avvicinava a tutti con semplicità. Ricordo come fosse oggi, in una domenica come tante, una sua omelia, in qui egli ci spiegava con fermezza e delicatezza quanto difficile fosse il cammino verso la santità, e seppure questa è voluta per tutti da Dio, non si può raggiungere come se fosse un battito d’ali, se non con l’impegno di una vita spesa per il Signore. Ma di certo, quando ci “sussurrava” con decisione queste parole non poteva immaginare che sarebbe entrato, suo malgrado, fra coloro che hanno sacrificato la propria vita in nome del Vangelo. E come ha ricordato all’indomani del suo martirio il Cardinale Camillo Ruini in una veglia in sua memoria: “ Padre Ettore Cunial è un altro martire della nostra Chiesa”.

“ O Trinità Santissima, Padre e Figlio e Spirito Santo, vi prego di vivere in me in pieno respiro, prendendo possesso stabile e totale di tuttoil mio essere: pensieri, progetti, relazioni, sentimenti, esistenza fisica, spirituale, psichica e intrapsichica, in modo che nulla si esprima attraverso di me se non in Voi: la Paternità viva, creante, onnipotente ed amante, la Figliolanza completa, perfetta, estesa e estensibile, l’Amore eterno, santificante e consolante… Che io realizzi Voi, viva di Voi, chiami Voi in ogni cosa e vi trasmetta in ogni cosa. Purificatemi da ogni mia colpa, da tutto quello che non si rispecchia o in qualche modo non ci è gradito. E, se nella vostra bontà volete coinvolgermi nel dono vostro reciproco, sia questa la ragione della mia vita. Cambiatemi come ritenete più opportuno, Vi chiedo perdono per i guai che Vi procuro e Vi ringrazio tanto, tanto. Amen”.

Padre Ettore Cunial

(parole ritrovate in mezzo ai suoi appunti)

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