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Donne I – Differenza di genere: indice di una forza in salita

 

Negli ultimi dieci anni, la battaglia per sostenere l’importanza della differenza di genere si è compiuta su due punti in particolare, il primo è il “World Economic Forum”, che nel 2006 ha messo a punto un indice: il cosiddetto “gender gap index”. Il gender gap considera lo sviluppo societario in quattro aree critiche: la partecipazione economica e le relative opportunità̀, il livello d’istruzione, la partecipazione politica e la salute, e in ultima istanza, ma non ultima, la sopravvivenza. In tal senso, si è tentato di misurare il rapporto tra le donne e gli uomini rispetto alla retribuzione, alla possibilità̀ di esercitare lavori di alto profilo, con alte qualifiche, ai livelli di adesione e all’accesso all’istruzione di base e a quella di livello superiore, alla rappresentanza politica ed economica, all’aspettativa di vita e, quindi, al rapporto tra i sessi. Un indice pari ad 1 equivale ad una piena uguaglianza, un indice pari a zero ad una completa disuguaglianza. Ogni area critica corrisponde a un indice. La media dei 4 valori trovati corrisponde all’indice generale dei suddetti. Inoltre, ogni anno viene pubblicato dal “World Economic Forum” un rapporto sugli indici: il “Global Gender Gap Report”, che riporta la valutazione del divario di genere presente nei vari paesi. Il quale: “fornisce una classifica dei paesi che consente un confronto efficace tra le varie regioni e gruppi, nel tempo. Le classifiche sono state progettate per creare una maggiore consapevolezza in un pubblico globale alle sfide poste dai divari di genere e alle opportunità̀ che si creano con la loro riduzione. La metodologia e l’analisi quantitativa che sottende la classifica sono destinate a servire come base per la progettazione di misure efficaci per la riduzione della lacune di genere”. Ognuno di noi dovrebbe aspirare a questa classifica, in quanto mezzo utile a rendere possibile e più giusta la convivenza tra gli esseri umani, perché arricchente nella diversità.

Il secondo punto, a conclusione del decennio, si è compiuto lo scorso settembre 2016, con la presentazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con la presentazione del suo programma d’azione che contempla le persone, il pianeta e quindi il loro sviluppo. L’Agenda è stata sottoscritta dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Ed ingloba in sé 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 “target” o traguardi. Con l’avvio ufficiale per il raggiungimento di tali Obiettivi si vuole tentare di condurre il mondo, per i prossimi 15 anni, verso la strada che porterà al 2030, data ultima in cui tali obiettivi dovranno essere raggiunti. Gli Obiettivi sostenuti sono il prosieguo di ciò che è stato raggiunto grazie agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) “e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni”. Quello che vogliamo sottolineare, rispetto a tali obiettivi, è che il quinto punto dell’agenda è proprio il raggiungimento dell’uguaglianza di genere! Anche questo è un obiettivo comune. Cioè, di tutti, per tutti! Nessun paese, nessun individuo deve sentirsi escluso in questo percorso di civiltà.

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