società

Il meraviglioso Mondi di Amelì… – Credere di vivere un amore vero e scoprire che “era solo un calesse!” – L’importanza di saper dire addio

 

Mai come in questa epoca così confusa, liquida e insicura, in cui si scambia qualunque cosa per amore, come un bisogno ancestrale di sicurezza e affetto, è necessario saper riconoscere il mostro che si finge “amore” e lasciarlo andare via. Scrollarselo di dosso per tornare a vivere. Solo così sarà possibile salvarsi la vita. Perdonandosi. Nella consapevolezza che può capitare a tutti di entrare in un tunnel e che è possibile la speranza di vedere la luce. Ma la luce non dobbiamo aspettarcela alla fine, dobbiamo pretenderla all’inizio del tunnel. Solo così saremo certi che quella è una luce vera.

Questo vuole essere il racconto di un addio, sano, a un amore sbagliato.

La prima volta che ci siamo parlati ho avuto come uno sdoppiamento. Sì, una roba alla Amelì… ho iniziato a fluttuare nell’aria mentre tutto il resto era immobile sotto di me. Eh sì, mi sembrava di essere nel “meraviglioso mondo di Amelì”… pensavo fosse un filmetto francese e invece ho capito che è possibile vivere un’emozione del genere, capace di farti volare… e poi il grandissimo Jung, nel suo “meraviglioso” libro “l’uomo e i suoi simboli”, mi ha spiegato nel dettaglio questo incredibile evento emotivo e irrazionale. E tuttavia ad oggi, credo che avrei preferito non provare mai quell’emozione. Perché non ne è valsa la pena. E’ stato troppo grande il dolore che ha contornato questo nostro amore. Troppo. Troppo per me.

Non pensavo che ti avrei incontrato l’altro giorno. Non ero preparata. Non ero più abituata. Ho sentito un tonfo al cuore… e poi mi sono ricordata che nonostante avessi cercato in tutti i modi di amarti, amarti davvero! Tu hai fatto un figlio con un’altra e ti sei girato dall’altra parte a vivere la tua piccola vita mentre io ti chiedevo di amarmi… sì, hai continuato a vivere convinto che io ti avrei ricercato sempre… e che ti avrei aspettato sempre… per fare cosa non lo so… ma forse ti bastava l’idea di sapermi ad aspettarti… già… chissà, forse la tua vita è più triste di quanto io non creda. Sì deve essere molto triste se pensi che valga la pena vivere facendo del male a qualcuno come hai fatto con me, nonostante tu abbia tutto quello che io volevo per noi… Eh già, a me sarebbe bastato avere te e costruire una famiglia con te. E vivere… Vivere senza pensare al domani…

No, non ne è valsa la pena vivere quell’emozione. Se potessi tornare indietro non ti cercherei mai. Mai.

L’altro giorno mentre eri lì davanti a me e mi guardavi incredulo, in quel secondo mirabolante, ho abbassato lo sguardo e non sono riuscita a rialzarlo per salutarti. Non era giusto. Ho pensato questo. E poi non ero lì per te. Non mi sei venuto a prendere in tutto questo tempo… l’ho desiderato così tanto, ma non è successo. E di certo non lo avresti fatto quel giorno. Infatti ti sei sentito in dovere di far vedere a tutti i presenti del locale la foto di tuo figlio, proprio lì davanti a me. E poi hai fatto spostare il tuo tavolo per il pranzo, perché proprio non potevi stare lì seduto a mangiare davanti a me. E in tutto questo cercavi il mio sguardo. Il mio sguardo a confermarti che ero lì per te. Avevi bisogno di una mia reazione, tale da farti capire se fossi o non fossi ancora tua… E soprattutto se fossi ancora pronta ad aspettarti…

Sì, deve essere davvero triste la tua vita.

No, non ne è valsa la pena provare quell’emozione.

Il passato è passato. Così mi ha detto un amico. Ed è vero. Quello che è stato è stato. Ho lottato tanto. Ho amato tanto. Un amore che tu non conosci. Che non hai voluto comprendere. E la vita è andata da un’altra parte. Non è più possibile tornare indietro. Noi due non possiamo andare avanti. Non assieme. Anche perché con te tutto è una prova. Tutto è in discussione, e sempre. Tutto è un continuo ripetersi delle stesse azioni. Nessuna naturalezza. Nessuna emozione sincera. Liberatoria. Nessun amore. Nessuna libertà.

Ho pensato che saremmo invecchiati assieme fin dalla prima volta che ci siamo toccati. Annusati. Sentiti. Vissuti. Ma so che il passato è passato. So che non accadrà mai. Non in questa vita.

Ho così tanto bisogno di cancellarti. Ho così tanto bisogno di lasciare questo messaggio nell’etere… e lasciarlo andare via… e vivere il presente. Per andare verso il mio futuro. Senza di te. Ne ho davvero bisogno! Ho bisogno di volare via…

SHARE
RELATED POSTS
La storia di Silvio Dissena, un bambino felice che scoprirà di essere un lottatore… fino alla resa dei conti con la vita
ENGIM E DIRITTI DELLE DONNE e la Guerra – Parte II
Edith Stein – Storia della grande studiosa di fenomenologia ed empatia – L’incontro con l’oscurità e l’accettazione della propria fine – IV parte

Leave Your Reply

*